Capitolo 58

 

 

Mentre Ada ed Ennio tentavano di farsi sentire dal resto del gruppo, e intanto che Luigi, Maria e Giovanni tiravano con tutte le loro forze per impedire che Elena precipitasse nell'abisso, dall'altro capo della corda tesa era in corso una lotta silenziosa, tra un essere umano terrorizzato ed una massa scura e priva di forma, che l'aveva sorpreso nel buio e l'aveva avviluppato nel giro di pochi istanti.

Il guardiano non si era accorto di nulla, la sua attenzione era rivolta ad Elena, alla corda che man mano faceva scivolare per lei, e all'immagine del piatto che aveva lasciato a casa in fretta e furia. Avrebbe giurato di sentirne perfino il gusto sulla lingua, ed era così preso da non accorgersi della cosa senza nome scivolare silenziosa alle sue spalle. Non aveva avuto percezione di essa quando una pletora di filamenti sottili come capelli si era protesa verso i jeans, non fino a quando l'essere non si era fatto strada nel tessuto, aveva raggiunto la pelle ed aveva cominciato a mangiare.

Aveva tentato di gridare, incredulo per quel dolore così improvviso, intenso e straziante, ma in un battito di ciglia qualcosa gli si era proiettato in faccia, e la bocca era stata invasa da una sostanza dalla consistenza gelatinosa, che gli impediva di respirare, non poteva essere morsa, e ardeva come l'inferno. Bruciava negli occhi, che si liquefacevano, nelle narici, nelle orecchie che sembravano esplodere mentre la creatura premeva sui timpani per farsi strada all'interno, verso il cervello.

Sabatino si era dimenato, cercando istintivamente di scrollarsi di dosso quell'abominio senza nome. Le sue mani erano rimaste invischiate, divenendo rapidamente un tutt'uno con la poltiglia mentre la pelle veniva assorbita e le cellule ciliate dell'essere aggredivano la carne sottostante. Il senso di equilibrio era venuto meno, l'ossigeno nel sangue diminuiva ad ogni istante, e l'adrenalina che era esplosa nel corpo aveva in breve esaurito la sua carica propulsiva.

L'ammasso di carne che era stato un uomo si era accasciato senza neanche averne percezione, aveva scalciato convulsamente, come un automa, per sottrarsi a quel fato.

Oramai Sabatino non c'era più.