Capitolo 77

 

 

La mente di Elena rimbalzava di continuo tra un nulla buio fatto di vuoto assoluto, ed un frullato in cui le scene di quanto vissuto durante la notte si sovrapponevano di continuo in un delirio senza capo né coda. Un dolore acuto al braccio destro si accendeva e spegneva pulsando come i lampeggianti sul tettuccio dell'autoambulanza, laddove le ossa si erano rotte e sporgevano dalla carne bianca.

Non rammentava nulla di coerente, nessun pensiero o ricordo che restasse lì abbastanza a lungo da essere analizzato, assimilato, riposto come una vecchia foto in un album. Un attimo prima era a mare, in spiaggia, con la sua migliore amica. Poi un'onda nera dai riflessi metallici e iridescenti la strappava via. Annaspava mentre un uomo brutto e dalla barba ispida e incolta le tendeva la mano per salvarla, ma subito dopo si ritrovava sospesa su un baratro buio e senza fondo, nelle cui profondità riecheggiavano urla disumane. Correva dietro Giovanni, che fuggiva con lo sguardo smarrito e le nocche piene di sangue non suo, lo vedeva farsi sempre più piccolo mentre si allontanava, per poi sparire di colpo trascinato sott'acqua da un orrore senza nome. Gridava il suo nome, ancora e ancora, fin quando la corrente l'afferrava nuovamente, la picchiava senza pietà, la uccideva più e più volte, per poi abbandonarla esanime sulla riva. Quella riva su cui, insieme ad Ada, andava incontro ai loro amici, ai loro compagni, alla vita. 

E il giro ricominciava.

In quell'avvicendarsi di ricordi e percezioni allucinate, le parole gridate da Enzo trovarono tuttavia la loro strada. Come la radice di una piantina appena germinata si insinua nella terra buia e fredda per portare nutrimento alle tenere foglie che si stirano sotto al sole. 

Tuo fratello è vivo, aveva gridato. 

Non sapeva se fosse vero o l'ennesimo scherzo della sua mente distrutta, forse era tutto un brutto sogno, ma si aggrappò a quella frase. Era quello il salvagente che le avrebbe permesso di superare la tempesta.

Una lacrima le spuntò ai lati di un occhio, e colò piano sul  viso sporco.

Giovanni è vivo!