Livello di difficiltà: ■ facile | ■■ medio | ■■■ difficile
- Quali erano i diversi atteggiamenti di Lucrezio e Cicerone a proposito della capacità o meno della lingua latina di diventare una lingua filosofica come il greco?
- Secondo l’autrice del saggio, quali termini coniati da Cicerone in latino si sono affermati nel linguaggio filosofico segnandone la storia?
- Qual è l’interesse primario di Cicerone? Quale ruolo svolgono nel suo pensiero filosofia, politica e retorica? Rispondi dopo avere letto il brano “La formazione filosofica dell’oratore”, tratto dall’Orator.
Cicerone applica ai suoi dialoghi lo stile di Platone dimostrando di averne assimilato la lezione formale: confronta i due passi “Il dialogo filosofico I e II”, il primo tratto dal Teeteto platonico, il secondo dal De amicitia ciceroniano, segnalandone analogie e differenze.
- Che cosa distingue Seneca dai filosofi stoici che lo hanno preceduto?
- Quali sono le sue opere filosofiche e quali i suoi interessi dominanti?
- Secondo Seneca, l’impegno civile e una vita ritirata dedita alla filosofia sono conciliabili? Se sì, in che modo?
- Le Lettere rappresentano l’opera più influente di Seneca: descrivi brevemente le caratteristiche di questo epistolario indicandone lo stile, i temi principali affrontati e il destinatario (o i destinatari) a cui è indirizzato.
- Commenta, alla luce della filosofia delle Lettere, il seguente passo:
“Sono sistemato alla meglio su un carretto di campagna; le mule mostrano di essere vive solo perché camminano ancora; il mulattiere va scalzo […]. Mi sento proprio a disagio se gli altri pensano che questo sia il mio equipaggio […] e, ogni qualvolta ci imbattiamo in una carrozza elegante, arrossisco; e questo dimostra che non ho ancora ben ferme e radicate nell’animo tutte quelle lodevoli massime di cui mi vanto”.
(87, 4)
- Qual è il principio cardine della dottrina di Seneca?
- Leggi il brano “La lezione di Áttalo”, tratto dalle Lettere a Lucilio: quali erano gli aspetti principali dell’insegnamento pratico trasmesso al giovane Seneca e che, successivamente, egli stesso adottò come linee guida della sua filosofia?