Capitolo Due

La Granito & Acciaio era esattamente ciò che i genitori di Aisling e Joe stavano cercando. Avevano bisogno di qualcuno forte abbastanza da resistere ai loro figli; qualcuno che prendesse il controllo della situazione, ma, soprattutto, qualcuno che non andasse nel panico per quisquilie, per esempio ritrovandosi con la crema pasticcera nelle tasche del cappotto.

Mamma e papà stavano commentando quanto fossero stati fortunati ad aver trovato la Granito & Acciaio e non si accorsero che Aisling e Joe erano appostati dietro la porta, in ascolto, perché avevano sentito puzza di guai.

«Questa cosa non mi piace per niente» sussurrò Aisling.

«Nemmeno a me» rispose Joe. «Non so perché le nostre vecchie babysitter non vogliano tornare. Non siamo mai stati poi così terribili. Comunque, ora è dicembre. Facciamo sempre i bravi a dicembre. Mamma e papà dovrebbero saperlo.» Era vero. I bambini avevano sempre fatto del loro meglio per comportarsi bene in quel periodo dell’anno. L’ultima cosa che volevano era essere inseriti nella lista nera di Babbo Natale. Se fossero finiti lì, c’era la possibilità che non ricevessero alcun regalo. E loro desideravano da morire i regali di Natale. Ne avevano bisogno, e se essere buoni come angioletti era l’atroce prezzo da pagare, allora lo avrebbero fatto.

Per fortuna, la società Granito & Acciaio aveva qualcuno a disposizione e così, la sera successiva, la signora Grough, con indosso un pesante cappotto di lana e un paio di scarpe comode, percorse il vialetto fino al numero diciassette, facendo scricchiolare ghiaia e neve. Aisling e Joe stavano guardando fuori da una finestra al piano superiore.

«Non sembra così terribile» commentò Aisling.

«Già, non c’è niente di cui preoccuparsi» le rispose Joe.

la signora Grough arriva a casa di Aisling e Joe

Il corridoio al piano di sotto era pieno di valigie, valigette e cartellette di cui i loro genitori avevano bisogno per il viaggio.

«Odio andare via così, poco prima di Natale» disse il papà.

«Lo so. Mi mancheranno davvero i nostri due angioletti» sospirò la mamma. Poi, all’improvviso, parve agitarsi. «Aspetta, non avranno messo qualche petardo o cose simili nei nostri bagagli, vero?»

Papà impallidì. «Come quella volta che siamo andati a Parigi? È stato un incubo. Faremmo meglio a controllare» disse, frugando freneticamente nelle valigie.

Mentre Aisling e Joe scendevano le scale, il campanello suonò. La mamma si stampò in faccia un sorriso finto e aprì la porta d’ingresso.

«Salve. Lei deve essere la signora Grough. Entri, entri, fa molto freddo fuori.»

«Freddo? Ma se siamo solo a meno cinque gradi» replicò la nuova arrivata, in tono stupito. Batté i piedi sullo zerbino per scrollarsi la neve dalle scarpe e posò la sua malconcia valigia di pelle sul pavimento. Papà stava per prenderla e portarla nella camera che le avevano assegnato, ma lei lo fermò.

«Non la tocchi, per favore. Sa, se le sue mani non sono immacolate potrebbe danneggiare la pelle.»

«Mi scusi. È un cimelio di famiglia?»

La signora Grough ignorò la domanda, si tolse il cappotto e lo lanciò attraverso il corridoio, dove atterrò perfettamente sull’attaccapanni.

«Be’, allora benvenuta» mormorò papà. Fece un cenno in direzione dei figli. «Loro sono Aisling e Joe. Vi comporterete bene con la signora Grough, vero?»

«Non c’è nulla di cui preoccuparsi» disse lei, prima che i due avessero il tempo di rispondere. «Non esiste bambino che io non riesca a domare.» Hudson emerse dalla cucina, scodinzolando, e i suoi passi ticchettarono sul parquet del corridoio mentre trotterellava a salutare la nuova ospite, ma lo sguardo gelido della donna lo raggelò a metà strada.

«Siediti» gli ordinò. E Hudson obbedì, con grande stupore di Aisling e Joe. «Perché il cane è qui? Avevo specificato che la mia società di babysitting non ammette animali domestici in casa.»

«Ehm, lo porterò fuori prima di partire» disse papà, prendendo il cagnolino tra le braccia.

«Che cosa? Ma lui preferisce restare qui con noi. Non puoi metterlo fuori, soprattutto ora che è quasi Natale» protestò Aisling.

«Per quanto mi riguarda, le feste natalizie iniziano la sera della Vigilia e finiscono il 6 gennaio. Ciò significa che sarà Natale tra quattro giorni e non un secondo prima» precisò la signora Grough, facendo scorrere un dito sulla parte superiore del comò: c’era troppa polvere per i suoi gusti, a giudicare dall’espressione. «Ora, signora Murphy…»

«Può chiamarmi Janet» disse la mamma.

«Posso, ma non lo farò. Se volete arrivare a destinazione in orario, vi consiglio di partire subito. Penserò io a mettere fuori il cane. E non c’è ragione di preoccuparsi, mi prenderò egregiamente cura dei vostri figli.» Mamma e papà erano in grado di comunicare tra loro senza dire nulla, un’abilità che molte persone sposate da tanto tempo possiedono.

In quel momento, lo sguardo della mamma diceva: “Non sono sicura che mi piaccia questa donna”.

E quello di papà: “Ha ottime referenze e nessuno si è mai lamentato di lei. Inoltre, siamo onesti, non c’è assolutamente nessun altro al mondo che accetterebbe di occuparsi di Aisling e di Joe; persino i nonni inventano scuse ridicole per evitare di passare del tempo con loro. Credi davvero che nonno Gilligan non possa fare da babysitter perché questo fine settimana è impegnato con lo snowboard o che nonna Murphy sia troppo occupata a creare un canale musicale YouTube con le sue canzoni heavy metal preferite? E noi siamo costretti a fare questo viaggio d’affari, altrimenti l’azienda fallirà e potremmo trovarci in braghe di tela”.

Era molto da comunicare con un solo sguardo, ma ci riuscì e, meno di tre minuti dopo, i genitori uscirono, mandando baci e promettendo ai bambini che i successivi tre giorni sarebbero volati in fretta.

Poi la porta d’ingresso si richiuse e, con essa, il mondo esterno.

La signora Grough aprì la sua preziosa valigia, tirò fuori due fogli plastificati formato A4 e ne porse uno ciascuno ad Aisling e Joe.

«Sono consapevole che oggigiorno ai ragazzini le regole non piacciono, il che non mi sorprende, perché i genitori moderni sembrano permettere ai propri figli di scorrazzare in giro facendo ciò che più li aggrada, come gatti randagi. La mia generazione aveva ben altre regole e siamo cresciuti benissimo. Questi fogli vi danno un’idea di ciò che mi aspetto da voi, ma ora vi spiegherò le cose più nel dettaglio.»

«Saranno tre lunghi giorni» brontolò Joe.

Regole & Regolamenti della signora Grough per una Casa Ben Ordinata

Sveglia e pasti

Sveglia: 6.30 (una concessione rispetto al mio solito orario, solo ed esclusivamente perché siamo nel periodo delle vacanze scolastiche).

Colazione: 7.00 – porridge preparato con acqua.

Pranzo: 12.15 – piatti deliziosi e vari (per esempio: formaggio, insalata di barbabietole e ravanelli).

Cena: 17.30 – a base di cibi sani e nutrienti (per esempio: fegato, cipolle, cavolo bollito e patate).

Lavori domestici

Le faccende domestiche devono essere completate tempestivamente e includono: lavare i pavimenti, pulire i bagni, lavare i piatti, fare il bucato, portare fuori la spazzatura (ma non si esauriscono qui).

Ora della buonanotte

19.00 in punto – non chiedere di andare a letto più tardi a meno che non si voglia che l’orario venga anticipato alle 18.30.

Domande frequenti

I dolci sono ammessi? No, i dolci fanno male. Sono ammessi solo torta di mele e biscotti d’avena.

Possiamo guardare la televisione o usare Internet? Vi saranno concessi quindici minuti di televisione o Internet al giorno, a condizione che vi siate comportati bene.

Possiamo usare il cellulare? Solo gli adulti possono utilizzare il telefono cellulare.

Quali sono le regole sui cani? Minimo un’ora di passeggiata al giorno. L’animale non avrà accesso alla casa.

Proibito

Rumori forti, grida, risatine stupide, scherzi infantili, correre in casa, musica ad alto volume, masticare rumorosamente, parlare con la bocca piena, emettere puzzette, fare le scale più di un gradino alla volta, indossare le scarpe in casa.

Ammesso

Essere rispettosi, giocare in silenzio, svolgere spontaneamente faccende domestiche extra.