Capitolo Dodici

Quando Aisling e Joe lasciarono il centro commerciale, di Victor non c’era traccia. Sembrava quasi che, una volta in corsa, quel ragazzo avesse preso una velocità tale da non potersi più fermare. Joe calcolò che, se avesse proseguito con quel ritmo, probabilmente avrebbe raggiunto l’oceano Atlantico entro mezzanotte.

«Forse è troppo maleducato per salutare» considerò. «Comunque non mi è mai piaciuto.»

«Stava cercando di aiutarci, invece.»

«Sarà… Ma che importanza ha ormai? Non è cambiato niente e quest’anno non avremo i regali. Zero, nemmeno U-N-O.»

«Non è ancora troppo tardi» rispose Aisling.

«Hai un altro piano?»

«No» ammise lei.

«Be’, allora è troppo tardi.» Tornarono a casa in un cupo silenzio. Aisling si scervellava per trovare qualche idea, ma non riusciva a pensare a niente. L’indomani sarebbe stata la Vigilia. Era il suo giorno dell’anno preferito, lo stesso in cui i loro genitori non lavoravano, una volta tanto, e si sedevano tutti insieme come una di quelle famiglie della televisione, per cimentarsi in giochi da tavolo e mangiare cioccolatini. Certo, la loro non era una famiglia perfetta: lei litigava con Joe, la mamma si lamentava che il fuoco del camino era troppo caldo e il papà brontolava sempre quando, al secondo strato della scatola di cioccolatini, scopriva che Joe si era già sgraffignato i suoi preferiti. Ma Aisling avrebbe dato qualunque cosa per vivere quel momento. Stavolta, invece, non avrebbe visto i suoi genitori fino a tarda notte e poi sarebbe arrivato Natale, e cosa avrebbero ricevuto da Babbo Natale? Un bel grosso, grasso niente.

Terminata la cena, era già arrivato il momento di andare a dormire. Alle sette, luci spente. I bambini rimasero nei loro letti, completamente svegli, per ben due ore.

Joe era in preda alla tristezza, quando udì un tintinnio contro i vetri, poi un altro e un altro ancora. Sgattaiolò fuori dal letto e aprì la finestra piano piano, per scoprire che anche Aisling si stava sporgendo da quella della sua camera. Sotto di loro c’era Victor, con Hudson al fianco. Era stato lui a lanciare i sassolini contro i vetri. Quando li vide, fece loro cenno di scendere per raggiungerlo.

Aisling e Joe si infilarono i calzini, ma non le pantofole, e scesero furtivamente le scale, cercando di evitare qualsiasi rumore che potesse svegliare la signora Grough.

«Sssh» fece Aisling.

«Non zittirmi!» ribatté Joe.

«Taci. O ci sentirà.»

«È colpa tua se sto parlando. Se non mi avessi zittito, non avrei detto niente.»

«Sssh.» Non appena aprirono la porta sul retro, trovarono Victor ad attenderli. Parve sorpreso.

«Perché siete in pigiama? E perché la vostra casa è così buia? Sono solo le nove!»

«Sssh, stai zitto» gli disse Aisling. «Non vogliamo svegliare la signora Grough o finiremo nei guai.»

«Guai peggiori di non ricevere i regali di Natale?»

Ha ragione, pensò lei. Le cose non potevano certo peggiorare. Lo accompagnò in cucina.

«Sto morendo di fame» borbottò lui. «Avete dei dolci?»

«La signora G li ha sequestrati tutti. Abbiamo un sacco di mele e dei biscotti d’avena» spiegò Joe.

«Non sono così affamato. Prenderò delle patatine più tardi.» Victor sembrava avere le idee chiare in materia di cibo. «Grande fan di Sam, eh?»

Aisling e Joe chiamano Victor

Joe si rese conto, con orrore, di indossare il pigiama di Sam il pompiere. Sentì le guance scottare. Sarebbe stato lo zimbello della scuola se si fosse saputo che era ancora un membro del Team Sam alla sua età. Ma a Victor non sembrava importare. Lo stava prendendo in giro in modo bonario. Pareva allegro e non era minaccioso come di solito. Era strano.

«Non voglio essere scortese, ma perché sei qui?» gli domandò Aisling. «E perché sei scappato via, alla grotta?»

Victor si illuminò. «Resterete molto impressionati!»

«Coraggio, diccelo.».

«Quando Gigio…»

«Jiggles.»

«Be’, quando ha detto che non potevamo vedere Babbo Natale, non avevo certo intenzione di stare lì a piagnucolare come Jimmy Joe, qui» riprese Victor.

«Non stavo piagnucolando, stavo…»

«Taci, Jimmy Joe» lo zittì Aisling.

«Così, ho escogitato un altro piano. Ho pensato tra me e me, sai, ci sono milioni e miliardi e trilioni di bambini nel mondo e Babbo Natale non riesce a ricordare tutto di tutti, no? Sarebbe impossibile. Ecco perché ha una lista di tutti i nomi, dove scrive chi è stato bravo e chi è stato cattivo, giusto? Altrimenti perché farla?»

«Immagino di sì» mormorò Aisling.

«Ciò significa che, se non ha la lista, non ricorderà chi è stato bravo e chi no. E se non lo sa, porterà i regali a tutti perché è un vecchio gentile.» Aisling sgranò gli occhi. «Oh, no!»

«“Oh, no” cosa?» volle sapere Joe.

«Non l’hai fatto davvero» disse Aisling.

«Fatto cosa!?» esclamò Joe. «Qualcuno mi spiega cosa sta succedendo?»

«Penso che Victor stia dicendo che, quando è scomparso da Hanrahan, si è intrufolato nella grotta di Babbo Natale e…»

Victor infilò una mano nella tasca del cappotto e tirò fuori una pergamena arrotolata, legata con un luccicante nastro rosso. Brillava come le stelle.

«… ha rubato la lista di Babbo Natale.»