Hudson emerse dal suo nascondiglio, senza vergognarsi nemmeno un po’ per il suo comportamento da cane codardo.
I tre bambini non ebbero il tempo di festeggiare la vittoria, perché dovevano recuperare la lista dal signor Grindle. Bussarono di nuovo alla porta principale, ma non ci fu risposta. Poi, per la seconda volta nell’ultima ora, Joe ebbe una buona idea.
«E se avesse approfittato della battaglia a palle di neve per fuggire dalla porta sul retro?» ipotizzò.
Era esattamente ciò che il signor Grindle aveva fatto. Se ne era andato passando da lì quando lo scontro era iniziato, nella speranza di sgattaiolare via e sparire prima che i mocciosi si rendessero conto di che cosa era successo. Sfortunatamente per lui, gli anni che si portava addosso combinati alle condizioni scivolose del terreno gli avevano permesso di arrivare solo fino alla cassetta della posta, a trentasette metri esatti dalla sua abitazione.
«Non mi raggiungeranno mai» disse, ridacchiando fra sé.
«Lo abbiamo già fatto, signor Grindle» gli fece notare Victor. «Siamo proprio dietro di lei.» L’anziano si voltò, constatando l’amara verità. Erano a meno di due metri da lui. Ma non si sarebbe arreso senza combattere.
«Agente!» urlò sbracciandosi verso la cassetta delle lettere. «Questi giovani vandali mi hanno attaccato. Arrestateli.»
«Quello non è un agente» disse Joe.
«Ah, no?» fece il signor Grindle, socchiudendo gli occhi. «Be’, allora, chiunque tu sia, chiama un agente.»
«È la cassetta della posta, signor Grindle.»
«Cosa? Dove sono i miei occhiali?»
«Sono nella tasca della sua vestaglia.»
«Perché ti rendi tanto utile, Joe?» domandò Aisling.
«Mi piace.»
«Ti piace il signor Grindle?» si stupì Victor. «A nessuno piace il signor Grindle.»
«Infatti, ho sempre fatto del mio meglio per non piacere» confermò l’anziano.
«Lei non è noioso. La maggior parte degli adulti è educata e dice cose tipo: “Guarda come sei cresciuto” o “Com’è andata a scuola oggi?” Lei no. Lei dice tutte le cose più assurde che le passano per la testa. Mi piace.»
«Basta parlare» tagliò corto Aisling. «Ci interessa solo riavere la nostra lista.» Il signor Grindle si massaggiò il mento, come se fosse perso in pensieri profondi. «Vedete, è questo il punto. Non è la vostra lista, vero? Appartiene al signor Babbo Natale, così Cornelius Grindle ha lo stesso vostro diritto di averla.»
«Ma noi non vogliamo tenerla. La ridaremo a Babbo Natale» gli spiegò la ragazzina. «Ora ci dia quella lista, per favore.»
«Per favore, eh?» fece il signor Grindle. «Dovrete essere mooolto più educati di così.»
«Intende qualcosa tipo… per favore per favorissimo?» domandò Joe.
«Perché non provate: “Per favore per favorissimo, e glassa bianca e rossa in uno strato altissimo”?» disse l’uomo.
I tre ragazzini lo fissarono.
«Allora, volete la lista o no?» insistette lui.
Recitarono la rima all’unisono, Joe con molto entusiasmo, gli altri due più silenziosamente: «Per favore per favorissimo, e glassa bianca e rossa in uno strato altissimo».
«Ora possiamo riavere la lista?» domandò Aisling.
«No» rispose il signor Grindle. «Volevo solo vedere se eravate abbastanza stupidi da fare ciò che vi chiedevo.»
«Se non fosse così vecchio, le darei un pugno sul naso» gli disse Victor, poi si voltò verso Joe, quasi gli dovesse una spiegazione. «Non bisogna mai prendere a pugni gli anziani.»
«In realtà, non bisognerebbe prendere a pugni nessuno» rispose quest’ultimo.
«Non è il momento di scherzare» ribatté Victor.
«Non stavo scherz…»
«Lei è la persona più cattiva che abbia mai incontrato» intervenne Aisling.
«La più cattiva e la più furba» rispose il signor Grindle. «Così furba che non ho più la lista. L’ho messa al sicuro in un armadietto in una località segreta e ho attaccato la chiave al collare della mia gatta più in gamba: la signora Pushkins von Baffon Terza. È perfettamente addestrata e obbedisce ai miei comandi. Mentre voi mi intrattenevate qui con questa inutile chiacchierata, la signora Pushkins ha avuto tutto il tempo di allontanarsi.»
«No!» gemette Aisling.
«Oh, sì» confermò il signor Grindle. «Quella micia è più intelligente della maggior parte degli umani e, a quest’ora, sarà almeno a due chilometri da qui. La lista è perduta e il Natale è ufficialmente rovinato. Potete cercare dappertutto, ma non la troverete mai. Neanche in un milione di anni.» Un gatto bianco e nero particolarmente vaporoso e piuttosto in sovrappeso emerse dal bosco e trotterellò verso di loro, miagolando per attirare l’attenzione. Attorno al collo aveva un collare da cui pendeva una chiave.