«È la signora Pushkins von Baffon Terza!» gridò Joe eccitato.
«Lo sappiamo. Vediamo tutti la chiave» commentò Aisling.
«Corri, mia bella, corri» ordinò con fervore il signor Grindle, agitando le braccia esili in direzione dell’animale.
La micia, come spesso fanno i gatti quando ricevono istruzioni, lo ignorò completamente.
«Be’, signor Grindle, sembra che lei non abbia vinto, dopotutto» gli fece notare Victor. «Prenderemo la lista e la restituiremo a Babbo Natale, così il Natale non sarà rovinato.»
A quel punto, si voltò verso Aisling. «L’avevo presa solo per aiutarvi. Non avevo intenzione di rovinare le feste a tutti.»
«Neanch’io» ribatté Aisling. «Anzi, voglio che tutti siano felici e contenti. Anche se questo significa che dovremo pagarne il prezzo.»
«Anche se questo significa che dovremo pagarne il prezzo» la scimmiottò il signor Grindle, imitando la sua vocina infantile. «Mi fate venire la nausea. Che razza di mammolette siete? Ho avuto un sacco di brutte giornate di Natale e voglio che tutti passino delle feste orrende quest’anno e siano infelici come me. Dovrà essere un Natale miserabile, freddo e meschino. Forza, vieni qui, signora Pushkins.» Caracollò in avanti per afferrare la sua gatta. Ma era troppo lento.
Infatti, Victor lo superò e stava per agguantare la signora Pushkins von Baffon Terza quando Hudson decise di aiutarlo. Il cagnolino avanzò di corsa, abbaiando e uggiolando, tanto che finì per terrorizzare la micia. Questa spiccò un balzo felino, ruotò a mezz’aria e partì a razzo lungo la strada più veloce che poté, con le zampe che parevano sfiorare a malapena il suolo… e, naturalmente, con la chiave che penzolava dal collarino.
Hudson alzò lo sguardo su Joe scodinzolando, con la lingua penzoloni, in attesa dell’elogio e della riconoscenza che pensava di meritarsi.
«Hudson, ti voglio tanto bene, ma a volte penso che tu sia il peggior cane del mondo» sospirò Aisling, mentre il signor Grindle strillava esultante.
«Bau» concordò Hudson.
«Ben vi sta» grugnì quell’uomo insopportabile. «Quest’anno Babbo Natale non farà visita a nessuno e sarà tutta colpa vostra.»