Capitolo Venti

L’auto partì a razzo e i ragazzini furono sbattuti indietro, contro i sedili, dall’enorme forza generata. Lungo la strada, la signora Grough sterzò di scatto, costringendo un uomo che faceva jogging a balzare dentro un giardino per non essere travolto.

«Per prima cosa, troveremo il signor Grindle» annunciò. «Fino ad allora, Aisling, tieni d’occhio la destra. Joseph, tu la sinistra. Io guarderò davanti e, Victor, tu controlla dietro. Comunicatemi qualsiasi avvistamento di un gatto bianco e nero. Ci stiamo muovendo velocemente, quindi, se pensate di vedere qualcosa, non borbottate: gridate. Capito?»

Dal sedile posteriore giunsero tre tiepide risposte di assenso.

«Ho chiesto se avete capito.»

«SISSIGNORA, SIGNORA GROUGH» gridarono tutti all’unisono.

In un paio di minuti, raggiunsero l’abitazione di Victor. Faceva un gran freddo ed era già buio, quindi non c’era molta gente per strada. La maggior parte doveva essere al calduccio davanti a un fuoco scoppiettante nell’intimità domestica, a mangiare leccornie e dolcetti natalizi; alcuni magari si stavano già dedicando ai giochi da tavolo e altri esploravano nuovi mondi sulle loro console o guardavano vecchi film a tema.

Non ci fu risposta dal signor Grindle, così ripresero l’auto e svoltarono nella strada sul retro della casa. Videro una figura curva che girovagava, imbacuccata in abiti invernali, tra cui una sciarpa e un logoro soprabito nero.

«È lui» disse Aisling.

La signora Grough inchiodò e tirò il freno a mano, facendo pattinare il veicolo di lato sulla superficie ghiacciata. Grazie a questa manovra, l’auto si fermò proprio accanto al signor Grindle. La bambinaia aprì la portiera del passeggero.

Gli occhi dell’uomo erano arrossati e sembrava che stesse piangendo.

«Oh, siete voi» disse quando riconobbe i ragazzini. «Andate al diavolo!»

«Salve, signor Grindle. Sono la signora Grough. Sono la babysitter di due terzi dei bambini che vede lì dietro e la tutrice temporanea dell’altro. Considerato che sta gironzolando qui al freddo e al buio, presumo che lei non abbia trovato la sua gatta, e dato che è abituata a stare in casa, la preoccupa saperla fuori di notte.»

«Proprio come Hudson» borbottò Aisling.

«Lei vuole riavere il suo animale domestico, signor Grindle, e noi vogliamo la chiave appesa a quel collare, quindi collaboreremo.»

«Non sono…» iniziò il signor Grindle.

«Non mi interessa. Non abbiamo tempo da perdere. Salga in macchina, signor Grindle» lo esortò. «Su, si sbrighi.» Con sorpresa dei bambini, l’uomo obbedì immediatamente.

«Ora ascoltate, signore e signori» disse la signora Grough. «Il nostro gatto è in fuga da quarantatré minuti. La velocità media del passo di un animale simile è di 3,5 chilometri all’ora. Questo ci dà un raggio di 2,5 chilometri. Effettueremo una ricerca in ogni stazione di servizio, giardino, pollaio e cuccia in questa zona. Il nome del gatto è signora Pushkins von Baffon Terza. Andiamo a prenderla.» Mentre l’auto partiva a razzo, il signor Grindle sorrise, quasi fosse contento di essere coinvolto in un’avventura.

«Mi piace il suo atteggiamento, giovincella!»

Aisling e Joe si scambiarono un’occhiata. Giovincella? La signora Grough?

«Mi faccia la cortesia di tacere, signor Grindle.»

«Sissignora.» Per le tre ore successive, perlustrarono in lungo e in largo senza successo. Il signor Grindle aveva brontolato, le pance dei bambini avevano fatto lo stesso e la signora Grough aveva dovuto bere dalla sua fiaschetta del caffè per restare sveglia. Aveva utilizzato tutti gli strumenti del suo arsenale. Avevano cercato ovunque, in lungo e in largo. Avevano bussato alle porte, si erano arrampicati oltre i recinti e, in tre diverse occasioni, erano stati inseguiti da cani arrabbiati. Avevano girato per tutta la città. Erano riusciti a localizzare altri quattro gatti scomparsi e li avevano restituiti ai loro proprietari, ma non erano riusciti a scovare la micia che stavano cercando.

Joe e Aisling perlustrano in lungo e in largo senza successo

A un certo punto, pensarono di averla trovata. Victor scorse un gatto bianco e nero sul tetto del negozio di articoli sportivi. Assomigliava esattamente alla signora Pushkins e quindi strillò.

«Non è lei» ringhiò il signor Grindle. «La zampa anteriore sinistra della signora Pushkins è di due centimetri più lunga dell’altra. Le zampe di quel gatto sono della stessa lunghezza, sciocco!»

«Lei è davvero molto irascibile» disse la signora Grough.

«Grazie.»

«Non era un complimento.» Erano già le nove; il tempo si stava esaurendo e il morale era basso. A meno che non avessero avuto un colpo di fortuna più o meno subito, avrebbero fallito.

«Non possiamo più continuare a girare a vuoto. Presto sarà la notte di Natale: troppo tardi per restituire la lista. Apriamo l’armadietto e prendiamola, no?» disse Victor. «Non è come rubare o altro; è il suo armadietto, signor Grindle.»

«Proprio così, ragazzo: è il mio armadietto, e non vi dirò dov’è» rispose quello.

«Be’, allora aprirò tutti gli armadietti della città. È un’emergenza, quindi non è davvero un crimine o roba del genere. Ce la posso fare, sono fortissimo.»

«Sì, e lo farà con i pugni» aggiunse Joe. «Si chiamano Colpomortale e Punitore!»

Victor lo guardò, chiedendosi di cosa stesse parlando.

«Nessuno romperà niente. E non violeremo la proprietà privata altrui. Questa è l’ultima parola sulla questione» specificò secca la signora Grough. «Troveremo la gatta, poi il signor Grindle ci consegnerà la lista di Babbo Natale. Lo farà perché, nonostante sia eccezionalmente scortese e antipatico, ha un lato generoso.»

«No, che non ce l’ho» disse lui, imbronciato.

«Veramente? Quanti gatti ha?»

«Dodici.»

«E si occupa di tutti loro, vero? Ed eccola in giro al freddo, a tarda notte, alla ricerca di uno dei suoi amici pelosi. Se pensasse solo a se stesso, non lo farebbe.»

«Che strano…» intervenne Joe. «Scusate l’interruzione, ma ho appena visto Jiggles l’elfo.»

«L’elfo scontroso del centro commerciale?» fece Aisling. «Non è così bizzarro. Ricordi? Ci aveva detto che non sarebbe tornato al Polo Nord. Probabilmente sta trascorrendo la notte nella grotta di Babbo Natale. Potrebbe essere fuori a fare una passeggiata per prendere una boccata d’aria.»

«No, la cosa strana è che aveva in mano una scatoletta aperta di cibo per gatti.»