8.

La Daimler argento che aveva accolto al suo arrivo Sybil Quartermaine non era presente al momento dell’addio. Era sopravvissuta alla valanga, ma aveva bisogno di riparazioni ed era stata rimandata in Austria presso la fabbrica. La partenza era avvenuta il mattino del 22 maggio, mercoledì.

Il pomeriggio dello stesso giorno, verso le due, il carro funebre tirato da cavalli che trasportava la bara di Sybil giunse sul piazzale dello Hauptbahnhof di Zurigo. Era seguito da due landau i cui cavalli erano sormontati da pennacchi neri e i cui cocchieri portavano appropriati cilindri neri e fasce viola al braccio.

In una delle due carrozze, Phoebe Peebles era accompagnata dal cameriere di Pilgrim, Forster. Con loro c’era la «giovane coppia elegante», di nome Messager, che Forster aveva visto parlare con Lady Quartermaine nell’atrio dell’Hôtel Baur au Lac. Erano tutti vestiti di nero.

Nella seconda carrozza, Jung era seduto a fianco di Pilgrim, mentre Kessler era sul sedile opposto, volgendo le spalle al cocchiere. Jung e Kessler portavano abiti neri. Sotto il lungo impermeabile, Pilgrim era ancora vestito di bianco. Teneva in mano un piccolo bouquet di viole, e in testa portava un ampio cappello floscio di feltro, color porto.

Era stato preparato un carrello sul quale la bara di Sybil sarebbe stata trasportata fino al treno, che in quel momento stava aumentando la pressione del vapore, sul marciapiede numero tre dello Hauptbahnhof di Zurigo.

Era una bella giornata, con un cielo immenso, aperto e azzurro, come avrebbe scritto Jung sul suo diario. E quando arrivò il carro funebre, uno stormo di piccioni si levò in volo sopra di esso, fermandosi sulla struttura di vetro e ferro battuto che copriva l’ingresso della stazione.

Oltre il piazzale si vedevano gli alberi e, al termine del dolce pendio della collina, il fiume Limmat, dove le persone a passeggio voltavano le spalle e proseguivano per la loro strada, come dovrebbe fare, e di solito fa, la gente in presenza del lutto altrui. Governanti in uniforme con carrozzine; soldati di eserciti stranieri; studiosi con libri in mano e ragazzi che avrebbero dovuto essere a scuola e guidavano biciclette decorate con nastri colorati. C’erano anche innamorati – naturalmente, avrebbe scritto Jung, come potevano non esserci? – e bambini con cerchi, palloni e cani che abbaiavano. Monache in grigio e bianco e pescatori sulle banchine e donne che vendevano limonate e altre che vendevano coccarde, tenute in cesti appesi al collo.

Sotto la struttura all’ingresso della stazione, il rumore degli zoccoli dei cavalli era divenuto più forte. Pilgrim, seduto, si ergeva in tutta la sua statura, e Phoebe Peebles si alzò in piedi, nella prima carrozza, mentre Forster scendeva e porgeva la mano a madame Messager. La signora era estremamente giovane e graziosa, ma velata. Discese dal landau quasi fosse una piuma che fluttuava verso terra. La seguì monsieur Messager e poi Phoebe Peebles, che non aveva mai indossato prima di allora un formale abito da lutto, ed era sperduta fra veli e crespi come una bambina si perde negli abiti dei genitori. Chi fossero i Messager rimaneva un mistero. Benché si fossero presentati come amici della defunta, non era ancora chiaro su quali basi si fosse stabilita quell’“amicizia” o fino a che punto essa desse loro il diritto di mettersi in lutto stretto. Erano francesi; ma per il resto si sapeva ben poco di loro, al di là dell’evidente sollecitudine e partecipazione.

Solo quando la prima carrozza si fu completamente svuotata, Kessler scese dalla sua e si mise di lato, lasciando spazio a Jung e infine a Pilgrim.

Pilgrim si tolse il cappello e l’impermeabile, li posò sul sedile e chiuse lo sportello. Vestito completamente di bianco, con in mano il mazzo di viole, infilò un paio di occhiali da sole e si voltò verso il cielo.

Jung, che prendeva nota di ogni suo comportamento, notò anche che Pilgrim fece un cenno rivolto al sole, nel modo in cui una persona, in un luogo pubblico, saluterebbe rispettosamente un superiore, un nobile di grado più elevato, un principe della Chiesa, una divinità minore. Interessante.

Solo quando presero ad avanzare, Jung e Pilgrim videro la famiglia Quartermaine nella sua interezza, allineata sul lato più lontano del piazzale. Tutte le donne portavano il velo, tutti gli uomini erano a testa nuda, con il cappello in mano, e la figlia più piccola – una ragazzina di forse quattordici anni – teneva al guinzaglio uno spaniel, che aveva un fiocco nero di crêpe attorno al collare.

Lord Quartermaine era più anziano di Sybil. Aveva passato la cinquantina, stava diventando calvo, ed era grigio e triste. La figlia maggiore, Lady Margot Pryde, era accanto a lui, e dava la netta impressione che se non lo avesse sostenuto, il padre avrebbe potuto vacillare, o perfino cadere. Dall’altra parte, accanto a Lord Quartermaine c’era David, il figlio maggiore, conte di Hartford, la cui aria era del tutto militare. Non gli mancava che l’uniforme. Di David, Lady Quartermaine aveva confidato a Furtwängler: «Non mi importa molto di lui». Ma lui era venuto a fare il suo dovere, e lo faceva bene. Non c’era la minima traccia di emozione nel suo atteggiamento, a meno che non si possa dire che il controllo sia un’emozione. Era supremamente controllato.

Jung ebbe l’impressione immediata di trovarsi di fronte una famiglia benedetta da un’universale bellezza. Ognuno di loro era un capolavoro di pura razza ariana anglosassone: biondi, con gli occhi azzurri, lucidi, splendenti, con portamento e presenza superlativi.

Lord Toby, che aveva solo sedici anni, era fra le due altre sorelle, Lady Catherine e Lady Temple, la ragazzina che si era portata il cane. Il cane, una femmina, si chiamava Alice, perché si infila sempre nelle tane dei conigli. O ci prova.

Jung e Pilgrim superarono gli occupanti della prima carrozza, fermi sul selciato e indecisi sulle prossime mosse. Jung notò che Forster, benché fosse all’erta e chiaramente pronto a parlare a Pilgrim, non lo fece. Né Pilgrim parlò con lui.

Kessler – Jung notò anche questo – riservò a Forster uno sguardo quasi sdegnoso. Adesso ce l’ho io, e tu non potrai riprendertelo. Jung dovette reprimere un sorriso. I servitori sono buffe creature, pensò. Sono così possessivi, come bambini che esibiscono i loro giocattoli.

Ci furono brevi presentazioni. I Messager erano perfetti estranei per Pilgrim, anche se Jung ebbe la netta sensazione di averli già incontrati o visti in precedenza. Ma i veli di madame Messager erano troppo fitti per permettere una chiara visione dei suoi tratti. Il marito era piuttosto attraente, senza essere particolarmente notevole. Aveva una faccia che si vede ogni giorno al ristorante, in banca o sul traghetto per Küsnacht: piacevole, indistinta e di sicuro innocente.

Dopo che tutti i nomi furono pronunciati, Jung prese la testa e si diresse verso il carro funebre. Passandovi davanti, ciascun membro della comitiva si fermava per chinarsi di fronte alla bara, visibile attraverso il vetro, e, se cattolico, per farsi il segno della croce. Poi attraversarono tutti il viale d’accesso da cui per il momento era stato deviato il traffico pubblico, e passarono lungo la linea dei familiari, presentandosi.

Forster osservò con attenzione le presentazioni dei Messager. Il giovane marito conosceva Lord David? Erano compagni di scuola, come aveva ipotizzato? Ma no. Chiaramente no. Nessuno dei due giovani dava segno di riconoscere l’altro.

Pilgrim strinse la mano a Quartermaine e ai due figli e fu abbracciato dalle figlie, e con speciale calore da Lady Temple. Da parte sua, Pilgrim quasi non parlò e Jung vide che era sull’orlo delle lacrime, forse non solo perché si erano tutti riuniti per salutare Sybil nel suo ultimo viaggio, ma anche perché Pilgrim si trovava per la prima volta in presenza di vecchi amici nel corso della convalescenza dopo il tentativo di suicidio.

Ci fu un momento di silenzio. Poi, senza che fosse dato un segnale evidente, Lord David e Lord Toby raggiunsero il retro del carro funebre, e insieme al cocchiere e agli inservienti portarono la bara alla luce del giorno e la posarono sul carrello in attesa.

Lord Quartermaine, accasciandosi sul braccio di Lady Margot, si piegò in avanti e baciò il coperchio della bara di mogano e posò la fronte contro il legno, allungò le braccia come per stringere il suo carico e rimase in quella posizione finché Lady Catherine e Lady Margot riuscirono a tirarlo di lato.

Il carrello fu quindi spinto in avanti, mentre i veli delle donne ondeggiavano come bandiere e stendardi e tutte le teste erano chine, tranne quella di Pilgrim.

Poi, all’ultimo istante, Pilgrim depose le viole sulla bara, disse, udito da tutti: «Ave atque vale» e voltò le spalle.

A Lady Temple offrì un penny, dicendole: «Sai cosa farne». La ragazzina fece cenno di sì.

La cerimonia era finita. Sybil era stata spinta nell’oscurità dagli inservienti ed era partita.