13.

La mattina di venerdì 21 giugno Forster ricevette il terzo piccione con questo messaggio: DOMANI POMERIGGIO. ORE 2. CANZONI. ATTENDERE «ORA!» POI SCALA DI CORDA OLTRE IL MURO. P.

Il sabato all’una e mezzo, Pilgrim e Kessler comparvero nel “cortile della prigione”. Pilgrim sembrava più corpulento che nei giorni precedenti. La verità era che indossava il pigiama sotto il vestito. In tasca aveva i documenti di identità, il libretto degli assegni, il diario e la mole dei suoi fazzoletti preferiti. Ciascuno era stato profumato di colonia Blenheim Bouquet, la cui bottiglia sapeva di dover lasciare indietro. Aveva anche tolto la fotografia di Sybil Quartermaine dalla cornice d’argento e l’aveva infilata nel taschino del panciotto, tra le pieghe di uno dei fazzoletti profumati. Il vestito che indossava era quello scuro, intessuto di fili neri e blu. Dopo tutto, pensò, sono diretto verso la notte.

In cielo non c’era una nuvola. Pilgrim portava l’ombrello nero arrotolato, come se da un momento all’altro potesse aprirlo per proteggersi dal sole. Ma non lo fece. Senza farsi notare, lo gettò oltre il muro, e Forster lo recuperò e lo posò sul sedile posteriore di una piccola Renault. Era una mossa azzardata da parte di Pilgrim, ma l’aveva compiuta intenzionalmente per vedere quanta attenzione potesse attirare. Risposta: nessuna.

Alle due e un quarto, l’attrice bambina arrivò nel cortile con Dora Henkel. Sembrava particolarmente attraente. Forse interpretava la Piccola Nell. Aveva fiori in mano, nastri nei capelli e lacrime agli occhi. Pilgrim le parlò.

«Ieri hai cantato», disse.

«Sì. Mi piace cantare».

«Le mie canzoni preferite», disse Pilgrim, «sono le canzoni con i numeri. Ne conosci qualcuna?»

«So cantare Tre», disse la Piccola Nell.

«Che canzone è Tre?» chiese Pilgrim, che non l’aveva mai sentita.

«Uno più uno più uno fa tre», cantò la donna. «Quattro meno uno e due più uno fan tre. Tre diviso uno è sempre tre e me, io e ancora me fa tre».

«È molto brillante», disse Pilgrim.

La donna bambina sorrise. «Ho dieci dita delle mani», disse. «E dieci dita dei piedi, due braccia, due gambe, due labbra, due orecchie e una testa. Tutto il resto è un pasticcio».

«Capisco».

«Sai contare?» chiese la donna.

«Oh, sì. È una delle mie occupazioni preferite».

«Conosci Verde cresce il giunco, O

«Credo di sì. È passato molto tempo dall’ultima volta che l’ho cantata».

La donna, che aveva occhi grandi e luminosi e piuttosto inquietanti, dato che non mettevano a fuoco, allungò un braccio e prese Dora per mano.

«Facciamo un girotondo», disse, «così possiamo ballare».

Pilgrim fu turbato da questo sviluppo. Sperava di far cantare gli altri, e non si aspettava di partecipare.

«Io farò il direttore d’orchestra», disse.

La donna ne fu entusiasta. S’infilò il mazzetto di fiori nella cintura e stese le mani. La tenutaria di bordello, l’infanticida e l’uomo-che-credeva-di-essere-un-cane si unirono all’istante. E anche Dora e altri guardiani e interni, compreso Kessler.

«Comincia!» gridò la donna.

Pilgrim cominciò.

«E canterò il dodici, O!

«Verde cresce il giunco, O!»

Tutti ripeterono.

«E canterò il dodici, O!

«Verde cresce il giunco, O!»

Pilgrim cantò: «Che cos’è il tuo dodici, O!»

Tutti gridarono. Alcuni, senza capire, farfugliarono qualche frase. Altri gridarono: «Dodici per i dodici apostoli!» Cominciavano a stringere il cerchio, chiudendosi attorno a Pilgrim che stava in mezzo.

«Undici?» chiese Pilgrim.

«Undici per gli undici che andarono in paradiso!»

«Dieci?»

«Dieci per i dieci comandamenti!»

Pilgrim si voltò e scrutò il muro.

«Nove?» gridò.

«Nove per le nove monete che luccicano!

«Verde cresce il giunco, O!»

«Otto?»

Pilgrim si infilò sotto le braccia unite e prese a camminare all’indietro verso il muro.

«Otto per le otto guardie coraggiose!»

«Sette?»

«Sette per le sette stelle del cielo!

«Sei per i sei valorosi marciatori!»

«Cinque?»

«Cinque per il simbolo alla tua porta!

«Quattro per gli evangelisti!»

«Tre?»

Pilgrim aveva raggiunto il centro del muro. Cantanti e ballerini guardavano il terreno ai loro piedi mentre giravano da una parte e poi dall’altra.

«Tre per i rivali!» cantarono.

«Verde cresce il giunco, O!»

Pilgrim gridò «Ora!» rivolto al muro e poi, voltandosi verso il cortile: «Due?»

«Due, due, i ragazzi bianchi come gigli

«vestiti tutti di verde, O!»

La scala di corda toccò il suolo.

Pilgrim cominciò ad arrampicarsi.

«Uno!» gridò voltando la testa. «Uno!»

«Uno è uno e tutto solo

«e sempre più sarà così!»

Pilgrim si fermò per un secondo. Nonostante l’imbottitura usata per rinforzare la scala, gli sanguinavano i palmi.

Non importava.

Guardò alle sue spalle.

Fatto. A posto.

Avanzò con attenzione calando sulle spalle di Forster in attesa e saltò a terra. Forster ritirò la scala di corda.

«Uno è uno», cantavano nel cerchio. «E tutto solo, e sempre più sarà così!»

Pilgrim si mise a correre, seguendo Forster. La scala fu gettata sul sedile posteriore dell’automobile. Non dissero una parola.

Pilgrim tirò fuori due fazzoletti e si bendò le mani. Le ferite erano superficiali.

«Avanti», disse.

Fu solo un sussurro.

Era libero, ed era tutto quello che contava.

Quella mattina, all’alba, aveva liberato il quarto piccione. Il messaggio era indirizzato a Herr Doktor C.G. Jung, Burghölzli Klinik, Universität Zürich.

Il messaggio diceva: Addio.