Il titolo di testa della NZZ del 4 luglio, giovedì, riguardava il centotrentaseiesimo anniversario dell’indipendenza americana. Un altro titolo informava che l’imperatore del Giappone era prossimo alla morte, e infatti sarebbe morto tre settimane più tardi.
Jung, infuriato per la recente esibizione di forza militare dell’America in Honduras, non prestò attenzione all’articolo principale. Quanto all’imperatore del Giappone, anche lui era stato più che incline all’esibizione dei muscoli (in primo luogo nei confronti della Russia) e il suo regime era interamente fondato sulla forza. Jung scorse rapidamente il pezzo e passò a ciò che restava sulla pagina.
Misterioso incendio nella cattedrale di Chartres, in Francia.
Gran Dio.
Lesse rapidamente il breve articolo: fortunatamente pochi danni... autorità sconcertate... indagini agli inizi...
Pilgrim. Poteva essere solo Pilgrim.
Prima aveva rubato la Gioconda – doveva per forza essere stato lui – e adesso aveva appiccato il fuoco alla sua diletta cattedrale. Intendeva devastare tutti i tesori della Francia? In qualche modo, bisognava fermarlo.
Quando giunse alla clinica, chiese a Fräulein Unger di trovare il modo per mettersi in contatto con l’ambasciatore francese a Berna. La fama di Jung avrebbe dato credibilità a ciò che doveva dire: che un paziente in fuga aveva «dichiarato guerra all’arte» e che, senza alcun dubbio, i casi del Louvre e di Chartres erano opera sua. Come trovarlo era tutta un’altra questione, ma di certo sapere di chi si trattava sarebbe stato d’aiuto.
A Küsnacht, Emma osservò le notizie del giorno con uguale disperazione, ma per una diversa ragione. Se il signor Pilgrim fosse stato catturato, cosa sarebbe accaduto alla sua appassionata ricerca per recuperare il passato? Era questa la sua interpretazione dell’enigma di Pilgrim: tutto ciò che stava fra un presente minaccioso e un futuro tragico era il riconoscimento del vero significato del passato. Negli scritti di Pilgrim, Emma aveva continuamente trovato una difesa dell’innata integrità dell’arte. Fate attenzione! non aveva fatto altro che gridare in lettere maiuscole. Ma nessuno l’aveva ascoltato. Adesso, per attirare l’attenzione su quell’integrità – e sul suo doppio messaggio di compassione e riconciliazione – aveva intrapreso una campagna per la distruzione delle voci più espressive di quell’arte. Quando le prove della compassione e della riconciliazione saranno perdute, aveva scritto Pilgrim in un diario, il ricordo di esse ci riporterà al loro vero significato. Adesso aveva cominciato la devastazione. E dove sarebbe finita?