Quando Fisk entrò nella camera, Alexandra era seduta su una sedia accanto a Nigel, mentre Jak era stravaccato sul letto. «Signor Ridgewell. Le chiedo scusa per il disagio. Spero che il viaggio in macchina fin qui non sia stato troppo sgradevole. Mi è stato detto che lo spazio era un po’ angusto.»
Nigel lo fulminò con lo sguardo. «Che cosa vuole?»
«Le sue competenze di traduttore. Se non sbaglio, è specializzato in inglese antico. Siamo disposti a pagare.»
«Ed è per questo che ieri sera mi avete aggredito, derubato e poi rapito?»
«Un semplice fraintendimento.»
Nigel lo guardò con scherno. «Come essere infilato in un portabagagli o legato a una sedia con il sangue che non circola?»
Fisk rivolse un cenno a Ivan, che si alzò, prese un coltello e tagliò la fascetta che legava le mani di Nigel. L’ex professore si massaggiò i polsi, mentre Ivan tornò al suo posto.
«Il taccuino», disse Fisk ad Alexandra.
«Ce l’ha Ivan.»
Tese la mano e Ivan glielo diede. «Se crede di poter perdonare i miei collaboratori per i modi bruschi, forse potremmo trovare un accordo.»
«Su cosa?»
«Come dicevo, è solo una traduzione. C’è una frase nel suo taccuino che lei non ha tradotto. La persona a cui i miei collaboratori l’hanno fatta vedere oggi pomeriggio ha avuto delle difficoltà. La cosa buffa è che ha raccomandato lei.»
«È di questo che stava parlando con William a Castle Rising?»
«Lo conosce, vedo. Dev’essere piccolo, il mondo del turismo e quello accademico.» Mostrò il taccuino a Nigel, indicando le parole sull’ultima pagina.
Nigel si sporse. «Non saprei.»
«Perché?»
«Forse mancano delle lettere, oppure è scritto in modo sbagliato. Non sono in grado di dare un senso a quelle parole. A eccezione di una. Buca.»
Solo allora Fisk si rese conto che, in effetti, mancavano delle lettere. Aveva ipotizzato che la lista sottratta a Nigel fosse uguale alla sua. Parole decifrate direttamente dalla mappa. In realtà, non aveva osservato attentamente cosa c’era scritto nel taccuino di Nigel. Aveva immaginato che i Fargo fossero riusciti in qualche modo a ottenere una copia del disco cifrante e che le parole fossero le stesse di cui disponeva lui. Come altro spiegare, altrimenti, la presenza dei Fargo?
La coppia quindi stava lavorando su una copia con delle imperfezioni. Lui, invece, no. Interessante. Prese il telefono e trovò il testo dell’esperto di cui si era avvalso Charles Avery per decifrare la mappa.
Di sicuro, mancava una lettera. Mostrò il testo corretto a Nigel. «E questo?»
«Si rende conto, vero, che non sono l’unico esperto di inglese antico in Gran Bretagna?»
«Al momento, guarda caso, è quello che ci torna più comodo. E anche quello più sacrificabile. Per cui, rifletta bene prima che io decida di trovare un sostituto.»
Nigel studiò il testo e sospirò per l’esasperazione. «Direi che qualcuno ha scambiato una f per una s. Non è wulshol. È wulfhol. Ovvero wolf’s hole, buca del lupo.»
«E l’altra parola?» disse, indicando appena sotto. Wulsesheasod.
«Dovrebbe diventare wulfeshéafod, ovvero wolf’s head, testa di lupo.»
«E, secondo lei, cosa significano?»
«La tana e la testa di un lupo, se dovessi tirare a indovinare.»
«Ne è sicuro?»
«No, non ne sono affatto sicuro. Dovrebbe chiederlo a chi l’ha scritto.»
«È morto. E lo sarà anche lei se...»
Alexandra si alzò. «Ha quello che le serve. Noi, invece, non mangiamo da stamattina.»
Come poteva aver pensato che gli sarebbe stato d’aiuto portarsela appresso? «Legatelo. Non deve scappare.»
«Aspetti», disse Nigel, tentando di alzarsi. Ivan e Jak gli furono addosso in un istante e lo rispinsero sulla sedia. Lui lottò invano, mentre Jak lo teneva fermo e Ivan gli stringeva una nuova fascetta intorno ai polsi. «Non potete tenermi qui.»
«Se continua a collaborare, resterà vivo. Questo significa che c’è ancora bisogno di lei.» Guardò Ivan. «Non lasciatelo solo se uscite. C’è un ottimo pub sul lato opposto della strada. Andate a comprare qualcosa.»
«E lei dove va?» chiese Alexandra.
«A prendere altri due uomini che ci daranno una mano. I Fargo sono un problema più grosso del previsto. Poi tornerò al mio albergo. Suo marito aspetta di avere notizie sulla traduzione e sui progressi nella ricerca. La nostra guida turistica sarà di grande aiuto. Ovviamente, Charles può chiamarlo lei.»
«Preferirei non sapesse che sono qui», ribatté Alexandra in tono gelido.
«È quello che pensavo.» Fisk si avviò alla porta, poi si girò verso Nigel. «Se fa un solo rumore, uccidetelo. Si può sempre trovare un altro traduttore.»
«Ora come ora, non uccidiamo proprio nessuno», disse Alexandra. «Si rende conto che ci sono altri ospiti che alloggiano accanto a noi?»
«Allora, uccidete anche loro, ma non fatevi beccare.»