Ringraziamenti
Scrivere i ringraziamenti nell’ultimo libro di una serie non è facile. Ci sono così tante persone a cui devo la mia gratitudine e sicuramente ce ne saranno altre che arriveranno dopo la pubblicazione di questo volume. Permettetemi quindi di cominciare questa volta non con il solito elenco di nomi, ma con una piccola parentesi che esula dai tradizionali ringraziamenti.
Come molti di voi ormai sapranno, ho iniziato a scrivere per capire cosa si prova a stare dall’altra parte, dato che sono e resterò un editor finché campo; certe brutte abitudini sono dure a morire.
Il motivo per cui ho scritto questa storia così come l’ho scritta, perdonate la ripetizione, è che avevo l’esigenza di raccontare quello che ho vissuto.
Butto giù queste righe il 20 dicembre 2018, il secondo volume è pronto per l’autopubblicazione e il primo, lo ammetto a malincuore, è uscito tramite editore e non ha avuto un gran riscontro. Non il riscontro che speravo.
Qualcuno scrive per soldi, altri per fama, qualcun altro cerca un possibile riscatto dalla vita, altri considerano la scrittura una terapia, i più fortunati scrivono per puro divertimento. Non ho ancora raggiunto quest’ultimo stato di grazia, che considero una sorta di Nirvana letterario, ma sono rientrata appieno in queste due categorie: terapia e desiderio di riscatto. Sino a oggi.
Oggi che la serie è praticamente conclusa, mi rendo conto che più di tutto è sempre stato presente, ed è ora più vivo che mai, il desiderio che questi libri costituiscano il mio personale modo di dire grazie.
Il primo in particolare, quello su cui ho riversato e continuo a riversare le mie speranze che, in un futuro non troppo lontano, accada quel piccolo miracolo che si chiama passaparola dei lettori, il primo libro dicevo è quello che già nella dedica palesa le mie intenzioni. Da qui il desiderio che possa essere letto e apprezzato dal pubblico, perché dietro la storia di finzione c’è la storia vera, quella di una ragazzina di sedici anni che, pezzo dopo pezzo, ha visto sgretolarsi il proprio mondo e non è caduta solo perché c’erano delle persone incredibili a sostenerla. La storia di una ragazzina ormai diventata donna che desidera ringraziare e ripagare quelle persone nell’unico modo che conosce, dedicando loro un libro, una storia, attribuendone le caratteristiche a molti dei personaggi.
Modellandoli sulle persone, che amo e che non mi hanno mai lasciata sola. Famiglie che mi hanno accolta quando ne ho avuto più bisogno, amiche che mi sono sorelle e amici che mi sono fratelli, e quel ragazzo scostante e malinconico dalle risposte pungenti che con amore e pazienza continua ad amarmi per quella che sono, anche se non sono più la stessa ragazza che ha conosciuto in un pomeriggio di sole di dodici anni fa.
Non potrò mai ripagare queste persone per quello che hanno fatto per me; riuscite a immaginare un modo per farlo? Per ringraziare chi ti ha preparato un letto ogni volta che ne hai avuto bisogno e ti ha rimboccato le coperte quando tua madre non poteva più farlo; chi ti ha vista crescere e ti ha offerto un luogo tranquillo in cui rifugiarti, senza mai fare domande. Chi ti ha portato in vacanza d’estate, chi ti ha fatto ridere ogni giorno per mesi sino a che gli attacchi di panico non sono scomparsi. Chi ti ha tolto le bende e medicato le ferite a ogni intervento, raccontandoti storie stupide sino a farti addormentare, chi non ha dormito per tenerti la mano la notte in ospedale. Chi c’è stato nei momenti importanti e felici, chi c’è stato davvero, con il cuore, chi ti accoglie ogni Natale e ogni Capodanno, facendoti dimenticare il passato e regalandoti un sorriso con cui guardare al futuro. Chi ti offre il proprio amore, quando è tutto ciò di cui hai bisogno.
A mano a mano che la storia andava avanti, è diventata anche un modo per concedermi di perdonare.
Il perdono è un potente gesto di amore e vorrei che questo ultimo volume chiudesse il cerchio, riappacificandomi prima di tutto con la vita, poi con me stessa e infine con chi ha fatto quelle famose scelte sbagliate che mi hanno portata a scrivere questa serie.
E adesso i ringraziamenti standard, che non possono che cominciare con Stefania, la mia editor, per essere appunto la mia editor. Non credo servano altre spiegazioni. Aggiungiamoci che sei una sorella. Ti voglio bene.
Cristina per essere la mia Cassidy. Non hai mai mollato la presa sulla nostra amicizia. Mi hai regalato una famiglia. Shippi Rain ed Evan dopo aver shippato Rain e Duncan, sei fantastica. Aspetto che tu e il tuo Conor facciate tanti bei bimbi da battezzare. Scherzo, ti voglio bene.
Luca, per avermi detto quello che mi ha detto in quel famoso pomeriggio di dodici anni fa. E per quel meraviglioso primo bacio.
Ciro per i preziosi consigli, un pomeriggio d’estate di fronte a una Sprite e un piatto di nachos abbiamo parlato e ho capito che avevi ragione, questo volume non mi convinceva perché non avevo pensato ai personaggi. Sono fortunata ad aver incrociato te e Renato nel mio viaggio, siete meglio di Merlino e Gandalf, oltre che più giovani e moderni.
Silvia e Andrea per aver letto la prima versione, averla apprezzata e avermi fornito molti spunti di riflessione.
Irvine Welsh per aver scritto Trainspotting , a cui ho voluto fare un piccolo omaggio anche in questo volume.
Jimmy Joyce, per citare Irvine, quanto è bella la sua Dublino. Un giorno voglio tornarci. E fermarmi lì.
Chester Bennington per aver trasposto in musica la propria vita e averla consegnata a quanti sono in grado di andare oltre le parole. La prima parte di questo libro è stato un tentativo di rendere omaggio alla persona oltre che all’artista. Spero di essere riuscita nel mio intento.
A tutti voi che leggerete, a quanti capiranno e a chi semplicemente è arrivato qui per caso o curiosità.
All’Irlanda, che è casa perché è un posto in cui tornare. Sweet memories, calling the heart back home .
Go raibh maith agat .
Grazie.